Meno dell'8% dei biglietti rivenduti in Italia è per un'artista donna
- Aggiornato il
- Matilde Commentucci
I nostri dati rivelano il divario di genere nel mercato secondario dei biglietti per concerti in Europa
L'Italia è il mercato europeo con la maggiore disparità di genere nel mercato secondario dei biglietti per concerti. Secondo i nostri dati interni di transazioni confermate, le artiste femminili rappresentano meno dell'8% di tutti i biglietti venduti in Italia: 204 biglietti su un totale di 2.664. Il prezzo medio di rivendita per un artista maschile raggiunge i 252 €, il 56% in più rispetto ai 161 € delle artiste femminili.
Lo studio analizza 2.664 biglietti venduti in Italia in un periodo di 24 mesi (da luglio 2024 a giugno 2026). Il campione include 56 artisti maschili con 2.460 biglietti venduti e 13 artiste femminili con 204 biglietti. La sproporzione è evidente: gli artisti maschili superano le artiste femminili in un rapporto di 4 a 1 per numero di artisti e di 12 a 1 per volume di biglietti.
Un dato particolarmente significativo riguarda la composizione del dataset. Tra i 13 nomi femminili presenti nel mercato italiano, non compare nessuna artista italiana. Il lato femminile del mercato è sostenuto interamente da artiste internazionali come Rosalía (153 € di media), Florence and the Machine (156 €) e Olivia Rodrigo (193 €). Al contrario, il lato maschile include diversi artisti italiani di primo piano: Vasco Rossi, Max Pezzali, Eros Ramazzotti, Zucchero, Achille Lauro, Tedua, Geolier e Ludovico Einaudi. Questa asimmetria solleva una domanda sulla visibilità e sulla presenza delle artiste italiane nel circuito dei concerti dal vivo.
Il mercato italiano: un top 10 quasi interamente maschile
In Italia, solo due artiste femminili compaiono nella top 10 per ricavi generati sul mercato secondario: Florence and the Machine all'8ª posizione e Rosalía alla 9ª. Le restanti otto posizioni sono occupate da artisti maschili. Il divario di volume è emblematico: Bad Bunny da solo ha generato 1.111 biglietti venduti, più di cinque volte il totale di tutte le 13 artiste femminili messe insieme (204).

Le celle evidenziate indicano le artiste femminili nel ranking.
Oltre a Florence and the Machine e Rosalía, le altre artiste femminili in Italia presentano volumi molto ridotti. Altre artiste come Olivia Rodrigo, Karol G, Gracie Abrams e Aitana hanno una buona presenza nel mercato italiano, ma con volumi considerevolmente inferiori rispetto alle due leader. La concentrazione delle vendite femminili attorno a soli due nomi internazionali evidenzia quanto il mercato femminile resti ancora ristretto in Italia.
Sul lato maschile, il mercato italiano mostra una maggiore profondità. Oltre ai grandi nomi internazionali che dominano il top 10, artisti italiani come Max Pezzali, Zucchero, Eros Ramazzotti, Andrea Bocelli e Achille Lauro hanno una presenza concreta. Nessuna artista italiana compare nel lato femminile con numeri comparabili.
A livello europeo: una tendenza strutturale
La situazione italiana non è un caso isolato. Nell'insieme dei tre mercati che abbiamo analizzato (Spagna, Francia e Italia), le artiste femminili rappresentano solo il 12,2% di tutti i biglietti venduti sul mercato secondario. Su 210 artisti con vendite confermate nei tre paesi, 49 sono donne (23,3%) e 161 sono uomini (76,7%).

A prima vista, il prezzo medio femminile a livello europeo (263 €) sembra superiore a quello maschile (232 €). Ma questa cifra è fortemente influenzata da due artiste sul mercato francese: Céline Dion (475 € per biglietto) e Lady Gaga (526 € per biglietto). Insieme rappresentano il 72% di tutti i biglietti femminili venduti in Francia. Senza queste due artiste premium, la media femminile europea scenderebbe da 263 € a 171 €, il 26% in meno rispetto alla media maschile di 232 €.
In Spagna, la quota femminile dei biglietti venduti è del 10,2%, con un prezzo medio femminile di 182 € contro 218 € per gli uomini. La Spagna è però il mercato con la più forte presenza di artiste locali femminili: Rosalía, Aitana, Bad Gyal, Mónica Naranjo e altre artiste spagnole figurano nel dataset. La Francia presenta il paradosso più interessante: è l'unico mercato dove la media femminile (391 €) supera quella maschile (228 €), ma questo dato è quasi interamente spiegato dall'effetto Céline Dion e Lady Gaga. Senza di loro, la media femminile francese scende a 152 €, il 33% in meno rispetto alla media maschile.
Dati chiave per l'Italia
Prezzo medio maschile: 252 € per biglietto (56 artisti)
Prezzo medio femminile: 161 € per biglietto (13 artiste)
Divario di prezzo: i biglietti per artiste femminili costano in media il 36% in meno rispetto a quelli per artisti maschili
Quota femminile dei biglietti venduti: 7,7%
Biglietto più caro venduto (artista maschile): 560 €
Biglietto più caro venduto (artista femminile): 323 €
Artista femminile più cara per prezzo medio: Karol G (253 € per biglietto)
Artiste italiane nel dataset: nessuna (tutti i 13 nomi femminili sono artiste internazionali)
Metodologia
Questa analisi si basa sui dati delle transazioni confermate della nostra piattaforma. Il campione copre i mercati di Spagna, Francia e Italia in un periodo di 24 mesi (luglio 2024 a giugno 2026). I prezzi si riferiscono al prezzo medio per biglietto in euro, calcolato come media ponderata (ricavi totali divisi per biglietti venduti), non come media semplice dei prezzi pubblicati. Gli artisti sono stati classificati come maschili (inclusi i gruppi interamente maschili) o femminili (incluse le artiste soliste e i progetti musicali guidati da una frontwoman identificativa, come Florence + The Machine). I gruppi misti privi di una figura leader unica e prevalente sono stati esclusi dall'analisi per garantire l'omogeneità metodologica. Il campione totale comprende 210 artisti e +7000 biglietti venduti nei tre mercati. (*) Il prezzo medio femminile in Francia e nel totale europeo include Céline Dion (475 €/biglietto) e Lady Gaga (526 €/biglietto). Senza queste due artiste, il prezzo medio femminile europeo scende da 263 € a 171 €.
"I dati riflettono una realtà che merita attenzione: le artiste femminili generano una domanda reale nel mercato dei biglietti, ma la loro presenza rimane una frazione minima rispetto agli artisti maschili. Crediamo che rendere visibili queste cifre sia il primo passo per capire come funziona realmente il mercato della musica dal vivo. Il lato positivo è che quella minore domanda si traduce spesso in prezzi più accessibili. Un consiglio utile per i fan che vogliono godersi un grande concerto senza pagare le cifre più alte."
Gilad Zilberman, CEO di SeatPick







