Trofeo Coppa Italia: è sempre rimasto uguale?
- Aggiornato il
- Lorenzo Russo
Il trofeo Coppa Italia è uno dei simboli più riconoscibili del calcio italiano, ma la coppa che oggi viene sollevata dai vincitori non è la stessa delle prime edizioni. Nel corso della storia, infatti, il trofeo ha subito diversi cambiamenti di forma e di design, fino ad arrivare alla versione attuale, utilizzata dal 1990.
La prima Coppa Italia e il trofeo originale
La prima edizione della Coppa Italia si disputò nel 1922 e fu vinta dal Vado, che superò l'Udinese nella finale del 16 luglio. Il trofeo Coppa Italia dell'epoca aveva però un aspetto molto diverso da quello moderno: la coppa originale presentava una struttura più triangolare, meno slanciata e caratterizzata da elementi ornamentali.
Quella prima coppa, inoltre, non è arrivata fino ai giorni nostri. Il trofeo conquistato dal Vado nel 1922 è infatti andato perduto negli anni successivi, rendendo ancora più particolare la storia del primo riconoscimento assegnato nella competizione.
Come è cambiato il trofeo
La storia del trofeo Coppa Italia è caratterizzata da diverse trasformazioni. Un primo importante restyling arrivò nel 1960, quando venne introdotta una nuova versione della coppa. È proprio da questa evoluzione che nasce progressivamente il modello che conosciamo oggi.
Nel 1990 il trofeo venne nuovamente rimodellato, assumendo l'aspetto attuale. Il design prende ispirazione da un antico vaso romano, poggiato su una base circolare. La scelta richiama quindi elementi della tradizione artistica e culturale italiana, trasformandoli in un simbolo della principale coppa nazionale.
Coppa Italia trofeo: com'è fatto oggi?
L'attuale coppa Italia è placcata in oro e misura circa 60 centimetri di altezza, per un peso di circa 8 chilogrammi. La struttura è caratterizzata dalla presenza di una sorta di corolla che circonda il vaso centrale, decorata con la bandiera italiana e con stelle realizzate a mano.
La realizzazione è affidata a Iaco Group della famiglia Iacovacci, azienda italiana specializzata nella produzione di importanti trofei sportivi. La coppa viene quindi realizzata attraverso una lavorazione artigianale che mantiene un forte legame con la tradizione italiana.
Il trofeo resta ai vincitori?
Un'altra curiosità riguarda la gestione della coppa. L'originale non rimane permanentemente nelle mani della squadra vincitrice: viene conservato per un periodo e successivamente restituito, mentre alla società viene consegnata una copia da esporre nella propria sede. È un meccanismo che permette di mantenere un unico trofeo ufficiale della competizione nel corso delle diverse stagioni.
I trofei Coppa Italia e la coccarda tricolore
Oltre alla coppa, esiste un altro simbolo legato alla vittoria della competizione: la coccarda tricolore. La tradizione risale alla fine degli anni Cinquanta e la Lazio fu la prima squadra a poter applicare il fregio sulle proprie maglie nella stagione 1958/59.
La storia dei trofei Coppa Italia dimostra quindi come il riconoscimento sia cambiato nel tempo, pur mantenendo sempre lo stesso significato: celebrare la squadra vincitrice della coppa nazionale.
Biglietti Coppa Italia: come assistere alle prossime sfide
La storia del trofeo Coppa Italia è strettamente legata alle partite che, stagione dopo stagione, decidono il vincitore della competizione. Per chi vuole vivere dal vivo le prossime sfide, SeatPick permette di confrontare le disponibilità dei biglietti per diverse gare della Coppa Italia 2026/27, comprese quelle delle principali squadre di Serie A.
In particolare, la piattaforma propone anche una pagina dedicata alla finale di Coppa Italia, in programma allo Stadio Olimpico di Roma nel maggio 2027. Le disponibilità e i prezzi possono variare in base alla partita, al settore e alla domanda.










